Care bici bianche...

Il '68 rappresenta il culmine di un periodo di forti contestazioni sociali. Le sue premesse, il suo fermento rivoluzionario, la voglia di sovvertire le istituzioni erano già presenti da alcuni anni, in Europa come negli Stati Uniti. In questo ambito può essere sicuramente inserita la filosofia dei Provos (provocatori), che diedero vita ad Amsterdam nella metà degli anni '60 ad un movimento controculturale dai connotati anarchici chiamato per l'appunto Provo.
Leggete qui tutti i dettagli, sicuramente interessanti:

http://it.wikipedia.org/wiki/Provo

La loro azione più importante è stata sicuramente il "piano delle biciclette bianche".
- Il piano prevedeva la socializzazione delle biciclette preventivamente dipinte di bianco e messe a disposizione della cittadinanza di Amsterdam: bici gratuite, senza catene, che chiunque poteva prendere, usare e lasciare a piacimento un po' come si fa con gli accendini e con le biro che in molti ambienti circolano liberamente. Veniva esaltato quindi il valore d'uso e non quello di scambio e l'economia in gioco non era quella di mercato, bensì quella del DONO. Il progetto ottenne un largo consenso tanto che le forze dell'ordine per arginarlo finirono per sequestrare le biciclette bianche diventando così, proprio loro, i ladri di quelle biciclette, fino a quel momento in dotazione gratuita, della comunità di Amsterdam. Un movimento che fu emulato in altre città (da Praga a Berkeley a Londra) e che ispirò il gruppo inglese dei Tomorrow che composero nel '67 un brano intitolato appunto My White Bicycle. -